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Notizia

La nostra consulente legale, l'Avv. Cristina Muzzioli, ci aiuta a fare un pò di chiarezza sui nuovi voucher e quando e come possono questi essere utilizzati dalle associazioni.

di Redazione VolontariaMO

I tanto discussi vaucher, se usati correttamente, erano un legittimo strumento per tante organizzazioni del terzo settore fondate sull’apporto prevalente dell’opera di volontari di retribuire alcune prestazioni di lavoro utili per qualificare la loro attività o dare continuità ad alcuni servizi.
Dopo la loro abolizione con la Legge n. 97/2017 (23 giugno 2017), entrano in campo le nuove Prestazioni Occasionali che sostituiscono il lavoro accessorio per società ed enti (c.d. voucher) e il libretto di famiglia rivolto unicamente alle persone fisiche e alle famiglie per lavori domestici, assitenza a bambini e anziani e insegnamento privato supplementare.

In primo luogo bisogna precisare che le nuove prestazioni occasionali non vanno a sostituire le prestazioni autonome occasionali disciplinate dall’art. 2222 del c.c., per le quali continua ad applicarsi la normativa di riferimento e a livello fiscale la ritenuta del 20% da versare entro il 15 del mese successivo al pagamento, ma si affiancano agli strumenti e alle forme contrattuali già esistenti.

Le nuove prestazioni occasionali presentano una serie di limiti volti ad evitare un uso indebito dello strumento, ma che, soprattutto nel caso di una piccola organizzazione, costituiscono un notevole appesantimento rispetto al passato.
Le nuove prestazioni occasionali potranno essere attivate unicamente attraverso la piattaforma Inps in cui dovranno registarsi datore di lavoro ( utilizzatore)  e prestatore e presso la quale il datore di lavoro effettuerà un versamento delle somme necessarie al pagamento del prestatore di lavoro e degli oneri contributivi e gestionali.Tramontano pertanto acquisto dei vaucher preso tabaccherie e banche, nochè il vaucher fisico cartaceo.
In seguito si dovrà comunicare attraverso la piattaforma inps o il call center inps lo svolgimento della prestazione lavorativa e l’inps procederà al pagamento del prestatore attraverso accredito sul conto contocorrente, su libretto postale, carta di credito o presso gli sportelli di Poste Italiane.
I limiti

Non possono accedere alle nuova prestazioni occasionali le imprese o gli enti con più di cinque dipendenti a tempo indeterminato.
Non possono essere incaricati con questa forma contrattuale persone che nei sei mesi precedenti abbiano avuto un altro rapporto di prestazione occasionale, un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con l’utilizzatore.
Lo strumento inoltre non può essere utilizzato nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere e di servizi e nell’ambito del settore edilizio ed affini.
Accanto a queste limitazioni sono rivisti anche i limiti economici e di durata del rapporto.
Ciascun utilizzatore (associazione) può attivare in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo non superiore a 5.000 euro netti.
Se i contratti sono rivolti a pensionati, studenti fino a 25 anni, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito, tale importo aumenta fino a 6.666 euro.
 Ciascun prestatore può sottoscrivere in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo non superiore a 5.000 euro netti. Inoltre, tra un singolo utilizzatore e un singolo prestatore l'entità economica delle prestazioni che possono essere acquisite e rese non può superare i 2.500 euro l'anno.
L’incarico inoltre non può superare le 280 ore nello stesso anno.
Il compenso orario minimo è pari a 9 euro netti (nel settore agricolo è invece pari all'importo della retribuzione oraria delle relative prestazioni di natura subordinata) e 12,41 euro lordi.
Il compenso netto erogato non può essere inferiore a 36 euro giornalieri, da corrispondere per prestazioni che abbiano una durata anche inferiore e, comunque, non superiore a 4 ore continuative nell'arco della giornata, fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo in cui i compensi possono essere inferiori.

I diritti del prestatore
Il prestatore di lavoro occasionale ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, nonché alla tutela della salute e della sicurezza, nonchè alla copertura Inail per infortuni e malattie professionali e alla contribuzione previdenziale presso la gestione separata dell’inps.
I compensi percepiti non sono computati ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, non incidono sullo statto di disoccupazione o inoccupazione e sono computabili ai fini della determinazione del reddito per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Le sanzioni
Qualora si superi l’importo dei 2500 euro tra medesimo prestatore e utilizzatore o il limite delle 280 ore annue è prevista la trasformazione del rapporto di lavoro in lavoro subordinato a tempo pieno e a tempo indeterminato.
In caso di accertata violazione relativa a obbligo di comunicazione preventiva, soglia dimensionale dell’ente, settori produttivi non ammessi, utilizzo in caso di appalto o violazione della regolamentazione del settore agricolo è prevista una sanzione ammnistrativa per ogni prestazione lavorativa giornaliera da 500 euro a 2500 euro.

A cura di Cristina Muzzioli
Consulente legale Csv Modena


 
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