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Notizia

Dopo aver chiarito nelle ultime due puntate che cosa possono e non possono fare gli enti di terzo settore, oggi puntiamo l'attenzione su un'importante attività: la raccolta fondi. Lo facciamo con l'Avv. Cristina Muzzioli

di Redazione VolontariaMO

Quinta puntata: la raccolta fondi

Strettamente connesso con il tema delle attività diverse, che potranno consentire agli enti del terzo settore di avere delle entrate per finanziare le proprie attività d’interesse generale, trattato nella precedente puntata, è quello della raccolta fondi.

Il tema raccolta fondi è affrontato espressamente nell’art. 7 del codice del terzo settore, dando dignità normativa a questo importantissimo aspetto della vita associativa: senza risorse infatti è ben difficile portare avanti attività.

La raccolta fondi, in base al codice del terzo settore, è il complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva.

La definizione non è nuova di per sé, nuovo, invece, è il riferimento alla possibile continuità che queste attività possono avere in quanto lo stesso articolo continua dicendo che gli enti del Terzo settore, possono realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico, in conformità a future linee guida adottate con decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali.

Molto dipenderà dai contenuti delle future linee guida sulle attività di raccolta fondi, ma la cornice predisposta dal legislatore si caratterizza in generale per una maggiore apertura in relazione ai tempi (non solo occasionalità), ai contenuti (non solo raccolta di donazioni, ma anche erogazione di servizi e beni di modico valore), ai modi (con risorse proprie e di terzi) e ai soggetti coinvolti (volontari e dipendenti dell’ente, nonchè eventuali terzi che mettano a disposizione risorse).

L’attività dovrà essere realizzata in modo trasparente nei confronti dei donatori e del pubblico e delle attività di raccolta fondi dovrà essere data idonea rendicontazione contabile nell’ambito del rendiconto annuale dell’associazione, per il quale è previsto l’obbligo di deposito presso il registro unico degli enti del terzo settore.

La filosofia di fondo della riforma sembra voler facilitare da parte delle associazioni le autonome possibilità di reperimento risorse economiche attraverso attività di raccolta fondi o attività commerciali da svolgere accanto all’attività istituzionale anche attraverso i regimi forfettari previsti per le varie tipologie di enti del terzo settore per dare modo agli enti di reperire autonomamente risorse, che permettano di portare avanti le proprie attività d’interesse generale, che costituiscono lo scopo per il quale l’associazione è nata.

La possibilità si svolgere attività di raccolta fondi occasionale, con lo specifico adempimento del fare un rendiconto separato per questo genere di attività da presentare in allegato al rendiconto annuale entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, rimane comunque aperto per tutti gli enti non commerciali e in particolare per coloro che decideranno di non iscriversi nel registro unico degli enti del terzo settore in quanto l’art. 143 del Testo unico sulle imposte sui redditi rimane in vigore.

Per gli enti del terzo settore iscritti nel registro nazionale sembrano aprirsi invece ulteriori possibilità da declinare alla luce delle future linee guida sulla raccolta fondi.

Per approfondire:
ASVM propone nei vari distretti modenesi seminari di introduzione alla Legge delega e ai Decreti attuativi, dei quali verranno illustrati i principali contenuti e le innovazioni introdotte. A presentare il materiale, l’avvocato Cristina Muzzioli, consulente del Csv, e Gian Paolo Crepaldi del Forum Terzo Settore regionale, che approfondiranno in particolare il Codice del Terzo Settore. Clicca qui per consultare il calendario degli incontri

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Riforma del terzo settore: Forum e CSVnet raccolgono le segnalazioni


Vuoi rileggerti le puntate precedenti?
Prima puntata: i principi ispiratori della riforma
Seconda puntata: definizione di enti del terzo settore
- Terza puntata: i settori di attività
- Quarta puntata: le attività "altre"

 

 

 

 


 
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