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Notizia

Dopo aver parlato di contabilità, questa volta con l'Avv. Cristina Muzzioli approfondiamo il tema dei libri (libro degli associati, libro dei verbali delle assemblee, verbali dell’organo amministrativo, dell’organo di controllo e di eventuali altri organi e registro dei volontari)

di Redazione VolontariaMO

La riforma del terzo settore risponde all’annosa questione (annosa in particolare qualora l’associazione sia sottoposta ad un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate) relativa a quali libri è necessario tenere per un’associazione.
Al di là del tema delle scritture contabili affrontato nella precedente puntata, la risposta è contenuta nell’art. 15: gli enti del terzo settore devono tenere libro degli associati, libro dei verbali delle assemblee, verbali dell’organo amministrativo, dell’organo di controllo e di eventuali altri organi.
L’art. 17 invece parla del registro dei volontari, in cui annotare i volontari che svolgono un’attività non occasionale.

I libri che fino ad oggi erano consigliati, perché nessuna norma ne stabiliva l’obbligatorietà, ora diventano obbligatori sgomberando il campo da interpretazioni diverse.

Al momento non ci sono indicazioni sul “come” tenere i libri, ma in assenza di previsione specifica si ritiene non siano sottoposti all’obbligo di vidimazione o bollatura, ma che semplicemente debbano essere composti di pagine numerate.

Perché è importante tenere i libri sociali:

  • il libro soci è indispensabile per avere ben chiaro chi fa parte della base associativa dell’associazione, chi sono le persone da chiamare all’assemblea, chi ha i diritti di votare ed essere votato per accedere alle cariche sociali
  • i verbali assemblee e consiglio direttivo servono invece per testimoniare lo svolgimento della vita democratica dell’associazione e le decisioni prese da questi organi; il libro verbali del consiglio direttivo inoltre ha importanti risvolti anche per quanto riguarda la responsabilità dei membri del direttivo in quanto è lo strumento per registrare eventuali posizioni contrarie alle decisioni che vengono prese che esentano dalla responsabilità conseguenti alla decisione coloro che hanno espresso a verbale al loro posizione contraria
  • i verbali dell’organo di controllo o di altri organi documentano l’opera dell’organo stesso nel il rispetto dello statuto
  • Il registro dei volontari invece sarà basilare ai fini assicurativi e per le associazioni di volontariato e di promozione sociale per documentare il rispetto della prevalenza dell’opera dei volontari e il rispetto delle percentuali previste dal codice del terzo settore nel rapporto tra volontari e lavoratori dell’ente.

Anche  su questo argomento il codice del terzo settore  on apporta delle vere e proprie novità, ma chiarisce la cornice in cui sono chiamate a muoversi le associazioni dandogli degli strumenti per essere tranquille e operare correttamente.

Chiarito espressamente che questi libri sono obbligatori, tutti gli enti del terzo settore di adegueranno allegramente.
Qualora il legislatore dia indicazioni ulteriori sul come tenere i libri ci si adeguerà anche quelle… con la medesima allegria.

Sei volontario di un'associazione? Leggi qui
Riforma del terzo settore: Forum e CSVnet raccolgono le segnalazioni

Vuoi rileggerti le puntate precedenti?
Prima puntata: i principi ispiratori della riforma
Seconda puntata: definizione di enti del terzo settore
- Terza puntata: i settori di attività
- Quarta puntata: le attività "altre"
- Quinta puntata: la raccolta fondi
- Sesta puntata: i volontari
- Settima puntata: l’assenza di scopo di lucro
- Ottava puntata: il registro unico del terzo settore
- Nona puntata: la contabilità


 
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