"Questo progetto ha coinvolto direttamente oltre 30 organizzazioni non profit e i contatti già presenti nei loro database: quasi 20.000 utenti tra prospect e sostenitori, donatori occasionali e regolari hanno risposto, raccontando la propria esperienza. Nove su dieci hanno fatto almeno una volta nella vita una donazione e uno su tre (39%) ha donato online, dopo essersi informato sul web (54%) o tramite newsletter (40%). La maggioranza ha un reddito basso (inferiore ai 30.000 euro) e decide di donare soprattutto a favore delle cause umanitarie e della ricerca scientifica".
"Chi sono i protagonisti della ricerca? Cittadini di mezza età, con un alto livello di istruzione ma un reddito medio-basso, abitano nelle principali città italiane. Le donne sono in leggera maggioranza con un 53%, mentre gli uomini si fermano al 47%, mentre per quanto riguardà l’età quasi il 50% dei rispondenti ha tra i 35 e i 55 anni. Il livello di istruzione medio si conferma molto elevato: al 36% di rispondenti laureati, si aggiunge un 12% di utenti con una specializzazione post laurea, mentre il 45% è diplomato. Colpisce invece come la maggior parte dei sostenitori delle Onlus (il 67%) abbia un reddito medio-basso che non supera i 30.000€.. Tra le città più attive troviamo Milano e Roma al primo e secondo posto, seguite da Torino, Firenze e Bologna. A parimerito proseguono Genova e la provincia di Monza e Brianza, poi troviamo Napoli e Varese e a scalare tutti i principali capoluoghi dello stivale."
"Tra gli àmbiti in cui operano le organizzazioni non profit a cui gli utenti hanno dichiarato di aver donato, al primo e secondo posto troviamo le cause umanitarie (67%) e la ricerca scientifica (44%). Al terzo e quarto posto abbiamo le adozioni a distanza (41%) e in genere l’aiuto dell’infanzia (39%). Identikit dei donatori: fedeli, abitudinari e attenti alla trasparenza. Il 90% dei partecipanti al sondaggio ha sostenuto una ONP con un contributo in denaro almeno una volta nella vita; di questi, il 48% dona abitualmente, il 30% occasionalmente e solo il 12% in circostanze particolari (ricorrenze o emergenze umanitarie). “È evidente che in questo contesto lavorare sulla fidelizzazione, - continua l’AD di ContactLab – nell’ottica di costruire un dialogo continuo con i propri contatti, non legato esclusivamente alle occasioni speciali di donazione, può fare la differenza”".


