Domenica Maggio 19 , 2013
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Giovedì 09 Dicembre 2010 18:37

Gioco d'Azzardo: la nuova inchiesta di Bandieragialla

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IlGioco d'azzardo compulsivo è un fenomeno in espansione e nella sola Emilia Romagna sono oltre 60 mila le persone che devono fare i conti con questa nuova forma di dipendenza che, in un paese come l'Italia dove il gioco è tradizione e abitudine e dove il giro d'afari ad esso collegato è enorme, difficilmente finisce sotto iriflettori.
Ma è proprio sul gioco d'azzardo che si concentra  la nuova inchiesta di Bandieragialla, il portale di informazione sociale dell'area metropolitana Bolognese. (http://www.bandieragialla.it/node/11836 )

“Una malattia da cui forse non si guarisce mai completamente”,  la definiscono gli ex giocatori; una vera e propria patologia, che però ancor oggi stenta ad essere riconosciuta dallo Stato come tale (basti pensare che in Italia non vi è ancora nessuna garanzia per i giocatori compulsivi di poter accedere a strutture sanitarie pubbliche).
Ma dinnanzi a questi vuoti istituzionali – legati probabilmente ai forti guadagni che le casse pubbliche traggono da questo fenomeno - sono invece molteplici i percorsi di recupero portati avanti da numerose realtà del privato sociale (associazioni, cooperative, centri di accoglienza,…).

La nuova inchiesta di BandieraGialla indaga  questo fenomeno partendo  dalla lettura fatta dal CoNaGGA – Coordinamento Nazionale Gruppi per Giochi d’Azzardo e attraverso l’esperienza diretta di quelle organizzazioni che in Emilia Romagna promuovono percorsi di recupero e la testimonianza di coloro che, proprio grazie a queste realtà, sono riusciti ad uscire dalla dipendenza.
Le esperienze dell’associazione Giocatori Anonimi di Bologna, della cooperativa Lag di Vignola e del Centro Giovanni XXIII di Reggio Emilia: realtà differentemente strutturate, ma accomunate da metodologie terapeutiche incentrate sulla logica e l’importanza del gruppo, sull’auto aiuto e sulla condivisione di esperienze, problemi e successi. Le testimonianze e le storie di vita di Andrea e Franco, giocatori usciti dalla dipendenza frequentando il gruppo dei Giocatori Anonimi. Il racconto di Vittorio, barista bolognese che ha scelto di togliere dal suo locale le macchinette e le slot.
E proprio sulla dipendenza da gioco nei bar di Bologna si incentra anche l’indagine promossa dall’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche dell’AUSL, da cui si evince come questa patologia non riguardi categorie specifiche di soggetti, ma persone differenti, tendenzialmente etichettate come “normali”.
Chiude l’inchiesta l’intervista al Professor Pani, docente di Psicologia Clinica all’Università di Bologna, che fa un quadro delle nuove dipendenze ‘senza sostanze’: il gioco d’azzardo, la dipendenza da cibo, lo shopping compulsivo, l’internet addiction.

Per leggere l'inchiesta: http://www.bandieragialla.it/node/11836 
 
Per informazioni:
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www.bandieragialla.it

Modificato Venerdì 10 Dicembre 2010 09:05