di Chiara Tassi
<<A causa della sfavorevole congiuntura economica, per il 2012 non sarà possibile garantire la presentazione dei progetti di servizio civile da parte degli enti e, di conseguenza, non potrà essere avviato alcun volontario nel corso del 2013>>. Sono purtroppo chiarissime le parole del Ministro, che non lascia spazio ad equivoci. Rincuora che lo stesso abbia affermato anche di non rassegnarsi <<Sono consapevole della grande rilevanza del servizio civile per la formazione dei giovani e per il sostegno che danno in settori di vitale importanza per il Paese, per questo mi sto battendo per reperire le risorse finanziarie necessarie>>.
Sta di fatto che, nonostante questo governo dica di avere i giovani al centro della propria azione, ancora una volta sono questi a rimetterci.
Intanto c'è grande preoccupazione tra gli addetti ai lavori.
Pubblichiamo di seguito un documento approvato da CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, riunito in assemblea a Lucca:
“L’istituzione del Servizio Civile Nazionale ha favorito l’impegno civico dei giovani, perché affonda le sue radici nell’obiezione di coscienza e tutela quel principio di difesa non violenta della Patria che ha una storica rilevanza Costituzionale.
Non possiamo inoltre dimenticare quanto i progetti di servizio civile abbiano fatto per il mondo del volontariato e per tutto il sistema sociale. In questi anni il servizio civile ha coinvolto 19.700 volontari in servizio mentre sono ben 20.000 le organizzazioni che hanno presentato e gestito progetti.
Di fronte ad uno stop che rischia di compromettere la progettazione per il 2013 occorre, se necessario, un intervento governativo, a favore di un’esperienza di cittadinanza le cui funzioni e potenzialità sono già state seriamente compromesse con il taglio del 400% dei fondi subito negli ultimi 4 anni.
Recentemente le reti del volontariato hanno più volte sottolineato alle Istituzioni l’importanza di riconoscere il Servizio Civile Nazionale ed il Servizio Volontario Europeo come esperienze da promuovere ad un numero sempre maggiore di giovani.
La notizia testimonia invece quanto il nostro Paese debba ancora crescere per favorire processi d’integrazione veri, la cui impostazione richiede uno sguardo in prospettiva”.



