Siamo arrivati a Partinico sotto il sole bruciante del pomeriggio siciliano, dopo una mattinata trascorsa nei campi. Da una finestra di via Crispi si è affacciato Pino Maniaci, eccentrico proprietario di Telejato, impegnatoanche in quel momento nella conduzione del Telegiornale. Le notizie diffuse dall'emittente, che raggiungono le case di una ventina di paesi a cavallo tra le provincie di Trapani e Palermo, si riferiscono il più delle volte all'attività dei mafiosi locali ma denunciano spesso anche quel discusso legame tra potere politico e criminalità, dando il via ad un tam tam mediatico che talvolta giunge fino alle più importanti testate giornalistiche a tiratura nazionale. Lo stile di Pino Maniaci, personaggio piuttosto conosciuto nel campo di quella che viene definita "controinformazione" è sarcastico e pungente, a volte spietato, per certi versi simile a quello delle trasmissioni radiofoniche di Peppino Impastato con le quali ha in comune il gusto di sbeffeggiare i potenti. Maniaci, la sua famiglia e i volontari della redazione di Telejato sono convinti che "disonorare i mafiosi significa onorare gli onesti", e più di tutto colpire al cuore un sistema che sulle logiche dell'onore e della sopraffazione si regge e si rafforza.
"Quello che facciamo - ha spiegato Maniaci ai volontari in visita - è raccogliere le notizie cavalcando il territorio, cercando di offrire un'informazione libera" per mettere tutti di fronte al fatto che il denaro non vale la libertà e che la mafia si può combattere.
Appoggiato alla sua scrivania Pino ha raccontato ai volontari degli attacchi, delle minacce,dell'attentato che ha subito nel 2008, confessando di avere paura ma non per sè, bensì per i suoi figli. "Nonostante tutto credo che abbiano capito - afferma Maniaci riferendosi ai mafiosi - che se colpiscono Telejato, in realtà noi diventiamo anche più forti. La gente è con noi - prosegue Pino - e se prima ci chiedevano di andare avanti soltanto sottovoce, adesso c'è chi il proprio sostegno alla nostra azione è disposto anche a gridarlo". A chi gli chiede se non sia stanco dei sacrifici che la missione impone, risponde che le cose piano piano migliorano, e che veder crescere un movimento di persone strette intorno a Telejato e convinto di voler cambiare lo status quo, lo spinge ad andare avanti.
Nella redazione di Telejato i volontari hanno ascoltato storie di impegno sociale, di cittadinanza attiva, di coraggio soprattutto. Valerio, 18 anni modenese, è rimasto molto colpito dall'incontro perchè "oltre a informare - spiega - le sue trasmissioni stimolano tanto la nostra voglia di capire, di conoscere, di condividere un impegno. Questo incontro - prosegue il giovane - mi ha fatto riflettere sul coraggio che bisogna avere per cambiare le cose". (Nadia Luppi)
Per informazioni:
Telejato web TV: www.telejato.it



