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Venerdì 03 Febbraio 2012 11:43

Chiusura dell’Agenzia: “Un brutto colpo per il Terzo Settore”

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Parola del consigliere Edoardo Patriarca. “Ci sono tante nuove agenzie che costano allo Stato  milioni di euro, quella del Terzo Settore, se ben strutturata, potrebbe permettere di scovare i furbetti che rubano in nome della solidarietà”.
di Chiara Tassi

Strano modo di procedere quello del Governo Monti: da un lato si inaugurano nuove e costosissime Autority –con consiglieri che guadagnano centinaia di migliaia di euro- e dall’altro si decide di chiudere l’Agenzia per il Terzo Settore che ha un bilancio di 1milione e 200mila euro e consiglieri che lavorano a titolo gratuito. Non ci sta Edoardo Patriarca a veder chiudere quell’Agenzia che, dice “potrebbe -con qualche piccola riforma per renderla più efficace- sostenere il “buon” Terzo Settore a scapito dei furbetti che minano la fiducia che l’opinione pubblica ancora nutre verso questo mondo, furbetti che spesso – continua Patriarca- nemmeno vengono intercettati dalla Guardia di Finanza o dall’Agenzia delle Entrate, che poco conoscono il mondo del Terzo Settore e le leggi che lo regolano”. La proposta arrivata già qualche tempo fa dai consiglieri dell’Agenzia era quella di rafforzarne il ruolo di controllo grazie alla possibilità di ispezioni all’interno delle associazioni e, in caso, di poter effettuare sanzioni amministrative, lasciando alle autorità competenti tutto il resto.

Ma non parla solo di un ampliamento dei poteri, Patriarca: “Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale: sono stanco di sentir parlare della necessità di lavorare a titolo gratuito, in questo modo si svilisce non solo l’Agenzia, ma tutto il Terzo Settore. Quando in gioco ci sono competenze specifiche è giusto che chi fa e ci mette la faccia –oltre che, ad es. la firma su bilanci ed altri documenti ufficiali, e quindi anche la responsabilità- sia retribuito a dovere ANCHE IN QUESTO SETTORE”.

Quale sarà quindi il futuro dell’Agenzia, ancora non è ben chiaro. Se, comunque, di scioglimento si trat¬ta, si lancia un segnale pe¬ricoloso nei confronti del Terzo settore: non ci si crede, non si aiuta chi lavora be¬ne, non si colpisce chi abusa.
Modificato Lunedì 12 Marzo 2012 09:50