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Giovedì 15 Dicembre 2011 18:42

Più controlli dall'Agenzia per tutelare "i buoni" e punire i furbetti

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Una volta era Agenzia per le onlus, oggi è -e sarà ancora, nonostante tutto quello che era stato detto e scritto su una sua ipotetica soppressione- Agenzia per il Terzo Settore. Ma se l'Agenzia è -al momento- sopravvissuta ai tagli del Governo Monti che ne sarà del suo futuro. Ne abbiamo parlato con il nostro concittadino Edoardo Patriarca, consigliere dell'Agenzia, che auspica per l'ente un ampliamento dei compiti soprattutto di controllo sul settore.

- Si era parlato in un primo tempo di una soppressione dell'Agenzia, che per fortuna non c'è stata. Che cosa avrebbe significato, questo, per il mondo del Terzo settore?

Sulla questione della soppressione c'è stato un malinteso: in realtà della chiusura dell'Agenzia non si è mai parlato in alcuna bozza del decreto Monti, semplicemente, allegato alla prima bozza vi era un foglio con indicati gli enti che avrebbero potuto essere sciolti, compresa l'Agenzia, ma non è mai stato nelle intenzioni di questo Governo chiuderla.
Certo, se questo si fosse verificato, la chiusura sarebbe stata una grande occasione persa per il Terzo settore che grazie all'Agenzia viene aiutato a crescere e vigilato, arginando quella parte del settore "cattiva" e che va combattuta. Il nostro mandato scade il 14 gennaio prossimo, e speriamo che il Governo non solo riconfermi la presenza dell'Agenzia ma anzi, che ci dia qualche compito in più, ad esempio che ci permetta di condurre maggiori controlli -per evitare, per dirne una, la questione delle truffe nelle raccolte fondi. Avere un'Agenzia che definisce le regole e le fa rispettare aiuterebbe chi fa bene, a discapito dei furbetti. Inoltre l'Agenzia diventerebbe -più di quanto già non lo è- un buon interfaccia con l'Agenzia delle entrate, che nel Terzo settore si muove un po' come un carrarmato, non conoscendo questo mondo.

- Come ricordava lei, il 14 gennaio scadrà il mandato di questo consiglio, che cosa accadrà dopo?

Probabilmente il termine del mandato verrà prorogato di un mese, fino alla fine di febbraio, solo come gestione dell'ordinario, senza mettere in campo altri atti di indirizzo. Poi…mah! Il sogno -come dicevo prima- è quello che l'Agenzia abbia qualche potere in più, ma ci accontenteremo anche di veder riconfermati i nostro compiti con qualche risorsa in più a disposizione.

- Si è parlato di un possibile trasferimento dell'Agenzia da Milano a Roma. Favorevole o contrario?

Non così contrario…diciamo che l'importante sarà la futura struttura che l'Agenzia assumerà, la sede è questione meno importante! Con un pò di rammarico, poi, devo sottolineare come le amministrazioni lombarde non abbiano mostrato ne interesse ne una particolare premura affinché l'Agenzia rimanga a Milano. Per altro un trasferimento a Roma vorrebbe dire un maggior contatto con le strutture centrali, con Palazzo Chigi e con le altre Agenzie nazionali, oltre ad un risparmio per quanto riguarda le spese di personale che sarebbe direttamente dipendente da Palazzo Chigi, e non distaccato, e anche più abituato a stare dentro le istituzioni e a contatto con il potere centrale.

- A proposito di novità…a poche settimane dall'inizio dell'operato del Governo Monti che sensibilità ha trovato nel nuovo esecutivo per quanto riguarda il mondo del Terzo Settore?

Ad essere sincero mi aspettavo un po' di più sul fronte dell'equità, e lo dico con grande rispetto per Monti e per i ministri in carica. Con gli ultimi cambiamenti credo ci sia stato un qualche miglioramento, ma penso che il decreto potesse essere fatto in questo modo anche da un governo politico: dai tecnici mi sarei aspettato qualcosa di più, soprattutto per la salvaguardia delle fasce deboli.
Per quanto riguarda il Terzo settore, nello specifico, invece, per il momento non abbiamo avuto particolari segnali, ma spero che, passata l'emergenza, i tecnici apportino 3 o 4 novità che non siamo mai riusciti ad ottenere con i passati governi. In primis la stabilizzazione del 5 per mille: spero che a nessuno venga in mente di tagliarlo; le proposte di legge ci sono già e devono solo essere approvate senza ulteriore lavoro. Inoltre andrebbe risistemato l'apparato delle deduzioni e delle deducibilità per quanto riguarda le donazioni: in Inghilterra, ad esempio, chi dona può detrarre il 100%…non chiedo di arrivare a questo, ma mi piacerebbe che il settore arrivasse a dipendere solo dai cittadini e meno dalle amministrazioni pubbliche, riuscendo così a diventare più libero. Una parte importante delle novità dovrebbe poi riguardare, a mio parere, l'introduzione di agevolazioni fiscali per le imprese sociali, che potrebbe riattivare un processo di imprenditorializzazione utile anche sul fronte occupazionale, potendo portare ad occupare fino a 50/60milioni di persone. Infine un occhio all'Agenzia, che mi piacerebbe uscisse da questo periodo rafforzata nei propri compiti di controllo e vigilanza.

(Chiara Tassi)

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