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Giovedì 24 Novembre 2011 18:44

La solidarietà oltre la crisi. Il premio Nobel Walesa a Modena

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LECH-WALESALa solidarietà è l’unica cosa che può fare uscire il mondo dalla crisi –non solo economica ma anche valoriale- in cui si trova. Questo, in sintesi, il discorso dell’ex presidente polacco Lech Walesa, premio Nobel per la pace nel 1983, intervenuto giovedì mattina nel corso di un incontro promosso dal Centro culturale Ferrari all’auditorium Marco Biagi.

”Se non si arriva a perseguire risultati da soli, è necessario fare affidamento sugli altri”. Così Walesa racconta del periodo che ha portato al superamento del regime filosovietico in Polonia e di come, grazie all’intervento di Papa Wojtyla, il popolo polacco si sia unito e fatto forza per arrivare a conquistare un obiettivo comune.

“Il momento che stiamo vivendo adesso –ha però continuato Walesa- è un momento di rottura con il passato, dobbiamo renderci conto che stiamo agendo in un’epoca diversa da quella che si è chiusa con il XX secolo: le strutture che funzionano tuttora sono state costruite sull’epoca precedente, ora –e quello che sta accadendo in Egitto, negli Usa, con il movimento degli indignados ne è una prova- siamo alla vigilia di una grande rivoluzione in cui dobbiamo contestare i vecchi programmi per andare oltre". Oltre con un sistema economico giusto per un’Europa realmente unita e che opera in un mondo globalizzato. Oltre con un sistema politico democratico che accanto ai privilegi comporti anche dei doveri. Ma soprattutto oltre perché il nuovo modello a cui dobbiamo guardare deve essere basato su valori di coscienza, come suggerisce la Chiesa, e che siano valori condivisi dalle varie culture che compongono l’Europa. “Per essere felici –ha continuato Walesa-non è necessario solo AVERE, ma anche ESSERE, avere una coscienza interiore che ti guidi nella direzione giusta, sempre però interrogandosi,  mettendosi in gioco ed essendo disposti a modificare le proprie categorie di pensiero. Ad esempio, parlando di solidarietà ed aiuti al Terzo Mondo, non solo donando ma anche apportando reali cambiamenti: non bisogna solo dare pesci, ma anche consegnare canne da pesca ADEGUATE, cosicché le persone che avranno poi gli strumenti saranno capaci di condividere il cambiamento con noi”. 

Quella solidarietà che è stata in Polonia il volano di cambiamenti culturali importanti deve essere la stessa che oggi, in un tempo in cui sono pochi i politici che ci mostrano la strada da seguire, faccia nascere una nuova coscienza che spinga ciascuno di noi a combattere per ottenere quello che vogliamo, per far prendere al mondo la direzione che vogliamo.

Rivolto in particolare ai molti studenti presenti in aula, Walesa ha concluso “Siate attivi, partecipate, perché adesso si stanno definendo i destini dell’Europa e non si può rovinare questa grande opportunità”.

(Chiara Tassi)
Modificato Venerdì 25 Novembre 2011 10:48

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