di Chiara Tassi
Mentre sul fronte istituzionale tutto tace ed i famosi 30 milioni di euro previsti dal Governo per alleggerire sulle casse delle associazioni la batosta della tariffa piena continuano a risultare dispersi, Poste Italiane ha pensato bene di proporre un nuovo prodotto che sarà valido fino al 31 luglio. Si chiama “Postatarget Day”, consente invii a 0.18 euro, ma vale solo per quelle associazioni o enti che effettuano cospicue spedizioni: stabilisce infatti come soglia minima di invii 100.000 pezzi.
E già qui si potrebbe riflettere su quello che significa creare si una tariffa "agevolata", ma dedicarla poi solo ai "grandi", soprattutto se si considera che il mondo del volontariato è fatto soprattutto di piccole associazioni che, proprio per rimanere legate al territorio, necessitano di informare i propri associati delle attività messe in campo. Ma non è tutto. Ci sono infatti altre regole che in qualche modo vincolano gli invii: Postatarget Day obbliga gli enti alla postalizzazione in giorni fissi, solo il martedì e il mercoledì (oltre che a un obbligo di prenotazione degli invii su PS Online). Tutto molto semplice, no?
Intanto sul fronte politico i senatori del PD Emanuela Baio e Luigi Vimercati hanno presentato un’interrogazione per conoscere il destino dei 30 milioni e chiedere al governo il ripristino di questo fondo per il 2011. Ma per ora non è arrivata ancora nessuna risposta, non solo ufficiale, ma nemmeno ufficiosa.
Insomma, la questione pare ancora lungi dal risolversi: quello che fa più arrabbiare è che, come spesso accade in Italia, le questioni legate al non profit vengano sempre relegate ai margini degli incontri di vertice. E viene da chiedersi: perchè ci è voluto così poco per stabilire le "nuove" tariffe di cui godono gli editori profit - 0,1136 euro a spedizione, del 60% inferiore all'offerta "Postatarget Day"- mentre per il Terzo settore ancora tutto tace?? Dal 1994 vige la regola -confermata anche nella legge del maggio 2010- che le spedizioni del non profit dovevano avere tariffe non superiori al 50% di quelle del profit. Ma del resto...siamo in Italia!


