Nella nostra regione -leader indiscusso, riconosciuto a livello internazionale nella qualità dei servizi alla prima infanzia- seconda solo alla Valle D'Aosta nell'accesso ai servizi, sta nascendo un modello"residuale" (sono 20 i nidi aziendali in tutta la regione ben 7 nella Provincia di Modena) promosso da imprenditori e multinazionali che, con lungimiranza, all'interno del distretto in cui operano, oltre al benessere economico pensano anche a quello sociale.
Si è tenuto venerdì mattina presso la sala del Consiglio Provinciale di Modena un incontro tra i protagonisti di questa innovazione, i responsabili delle Associazioni di categorie e diversi amministratori locali.
Ottimi risultati,entusiasmo, flessibilità e una spontanea richiesta delle famiglie a continuare l'esperienza anche verso livelli educativi superiori: materne ed elementari. Un solo dato -se vogliamo insignificante per le grandi statistiche- ma curioso: una delle azienda ha notato un aumento della natalità tra i propri dipendenti. Una sola frase che ha fatto sobbalzare qualche operatore del sociale presente in sala :"Abbiamo anche assunto un pedagogista"...ma questo è comprensibile e giustificabile per chi affronta nuove sfide in altri settori.
Questo per dire che qui si fa sul serio e siamo anche in recessione.
Qualcuno è interessato ad approfondire? Vogliamo confronarci sui punti di forza e di debolezza che questa innovazione può creare in un periodo, diciamo, da statista. Come lo collochiamo all'interno del patto per la crescita intelligente, inclusiva e sostenibile recentemente firmato tra le parti sociali e la Regione?
Come Forum del Terzo settore ribadiamo che il compito di mettersi in mezzo tra quello che non è più e quel che sarà è una sfida anche nostra.
Albano Dugoni


