Il 7 luglio a Roma gli aquilani sono scesi in piazza per protestare contro il Decreto del Governo che non si accolla della ricostruzione della città. Cristina Bianchi, del CSV di Modena, che lo scorso anno in Abruzzo ha trascorso una settimana, fa oggi il punto sulla situazione.
Manganelli al posto delle carriole: terremoto di 30 secondi, ricostruzione lunga una vita!
Ecco come il governo affronta la questione terremoto.
di Cristina Bianchi
Quante volte abbiamo sentito dire: “I terremotati d’Abruzzo non si sono rimboccati le maniche, come invece fecero i friulani; preferiscono piangersi addosso”. Purtroppo è una frase che ricorre spesso.
Certamente è stata un’emergenza molto difficile da gestire quella del 6 aprile 2009, anche per i numerosi interessi sulla costruzione parallela (e non “ricostruzione”) di interi quartieri, per i quali qualcuno si è fregato le mani la notte del 6 aprile 2009.
Certamente è un’emergenza che non è ancora finita e la manifestazione del 7 luglio a Roma ce lo ricorda. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha ricevuto a Palazzo Madama una delegazione di rappresentanti delle Autorità locali abruzzesi.
E Berlusconi a fine giornata commenta: “Il governo ha fatto la sua parte per l'Abruzzo dopo il terremoto dello scorso anno, elargendo anche i finanziamenti necessari. La ricostruzione spetta ora alla Regione e al comune de l'Aquila” e aggiunge: "Noi abbiamo fatto come governo un intervento immediato ed efficace dopo il terremoto. La ricostruzione spetta agli enti locali. Il governo doveva dare i finanziamenti” (si ma a chi esattamente?) “cosa che è stata fatta finora. Sono a disposizione del Comune de l'Aquila e della Regione e sono questi enti a doverli trasformare in realizzazioni concrete".
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente dopo la manifestazione dichiara:
“È stridente, fa ridere rispetto a tutti i baci e abbracci che abbiamo ricevuto… sono indignato che il paese ci abbia lasciato così facendoci arrivare fino a questo punto. Noi sappiamo quello che stiamo vivendo in questo momento: città ancora presidiata dall’esercito, 100.000 sfollati, 300% di cassa integrazione; stiamo ripagando le tasse e sappiamo che dovremo ripagare il 100% delle tasse dal 1 gennaio, restituendo 60 rate in 14 mensilità.”
Che cosa chiedono i cittadini del cratere: sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all’economia. Tutto questo attraverso “il congelamento di mutui e prestiti, la sospensione di tasse e imposte per 5 anni e successiva restituzione in 10 anni senza interessi, garanzie per i disoccupati-cassintegrati-precari, misure per far ripartire le attività economiche e commerciali. E soprattutto “un piano di ricostruzione per la nostra città e i nostri paesi attraverso procedure snelle ed efficaci, tutte le risorse economiche necessarie anche prevedendo una tassa di scopo o un contributo di solidarietà”.
Ma chi sono questi aquilani che si sono uniti e sono andati a tirare su le macerie dal loro centro storico e che avanzano richieste e pretese nei confronti dello Stato?
Sono cittadini che hanno deciso di far parte di un tavolo per la partecipazione, cercando di creare una sinergia tra vari gruppi che a diverso titolo hanno iniziato una fase di ascolto dei bisogni tra la cittadinanza. In alcuni paesi del cratere è iniziato un lavoro che sta dando vita a un’associazione che potrà rendersi interlocutore delle Istituzioni. Fanno parte di questi comitati cittadini anche professori universitari, ricercatrici nonché esperti a livello nazionale per riuscire a creare un progetto organico e diffuso di “ascolto”.
Mattia –cittadino- nell’assemblea cittadina del 27 giugno 2010 aggiorna sulle maniche che tante persone hanno deciso di tirarsi su, e di tirarle su insieme alle macerie delle proprie case, ancora disseminate per la città a distanza di un anno. “La questura ha convocato i soggetti a cui hanno sequestrato le carriole, tutto si è risolto con una multa di 200 euro”, ma informa anche che si intende far ricorso per affermare il principio.
Ecco come va a finire oggi in Italia con chi si tira su le maniche. Forse in Friuli le carriole non le hanno sequestrate!
Fonti: www.3e32.com ; www.anno1.org ; reuters italia
Prossimi Appuntamenti
| Mercoledì 23/05/2012, 00:00 Castelnuovo: torna la Fiera di Maggio tra solidarietà, cultura, musica e gastronomia |
| Mercoledì 23/05/2012, 10:00 - 13:00 Bologna: "Mediaì, bambini e famiglie", presentazione dell'indagine conoscitiva |
| Mercoledì 23/05/2012, 20:30 - Modena: incontro su giovani e alcol |



Spero che anche per me i professori universitari che hanno tempo per insegnare , per la vita privata e per dimostrare avranno un pò di tempo.
Lavoriamo, lavorate per il bene comune .
(per lavoro intendo anche quello benemerito culturale)
Lavoriamo,lavorate con la propria testa sulla realtà a noi vicina ( ricordo lo stipendio del direttore generale del comune di Modena forse troppo alto, o non ce lo ricordiamo 200.000 € )
Lavoriamo, lavorate con la cariola io sarò con voi