Domenica Maggio 19 , 2013
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Giovani all'arrembaggio - dieci anni dopo.

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Ecco la ricerca sui ragazzi che hanno partecipato al progetto "Giovani all'Arrembaggio": soddisfazione per l'esperienza, più competenze e più partecipazione. 
I giovani modenesi che hanno svolto il cosiddetto "Stage della solidarietà" sono più attivi e informati dei loro coetanei e fanno più attività di volontariato. È quanto emerge dall'indagine sul progetto “Giovanni all'Arrembaggio” promossa dal Centro Servizi al Volontariato di Modena (Volontariamo) e curata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione che è stata presentata il 7 maggio 2012. La ricerca è stata svolta su un campione rappresentativo dei ragazzi delle scuole superiori che hanno svolto i cosiddetti “Stage di Volontariato” nei dieci anni del progetto nei sei distretti dove è stato promosso Carpi, Mirandola, Modena, Pavullo, Sassuolo, Vignola.

Gli stage hanno una durata di 20 ore e si svolgono nei mesi scolastici. Agli studenti che li svolgono viene riconosciuta una copertura scolastica consistente nell’assicurazione e nel credito formativo. Il CSV ha deciso di costruire insieme alla Fondazione Volontariato e Partecipazione un percorso partecipato di valutazione d’impatto degli stage di volontariato negli anni compresi fra il 2006 e il 2010.
L’analisi dei dati mostra che in più dell’80% dei casi gli studenti hanno fatto la loro esperienza tra i 16 e i 17 anni e circa un terzo 1/3 degli intervistati ha ripetuto l’esperienza di stage almeno 2 volte (30%). La maggioranza sono ragazze (76%) e la partecipazione più alta si è riscontrata tra gli studenti del liceo (51,2%), seguiti da quelli degli istituti tecnici (41,0%) e- istituti professionali.
Complessivamente gli intervistati si dichiarano soddisfatti dell’esperienza fatta e oltre la metà si ritiene molto soddisfatto (il 54%), solo una piccola parte (meno del 2%) ritiene che l’esperienza sia stata poco soddisfacente. Uno degli elementi centrali per la gratificazione dell'esperienza è stato l’aspetto relazionale dello stage, ovvero dall’ambiente e dal clima che hanno vissuto.
Lo stage ha rappresentato per quasi il 90% degli intervistati un’opportunità, soprattutto perché ha permesso agli studenti di conoscere tematiche e persone nuove attraverso l’associazione o l’ente in cui lo hanno svolto. Dato il forte impegno dei giovani della provincia nel mondo del volontariato, e quindi il loro contatto pre-esistente con le associazioni, l’aspetto maggiormente apprezzato è stato quello relazionale: l’opportunità che hanno avuto attraverso lo stage di conoscere nuove persone e le tematiche di cui queste si sono fatte portatrici
Lo stage è stato importante anche per le competenze utili alla crescita personale, in particolare per ascoltare e accettare punti di vista diversi dai propri, comprendere gli stati d’animo e le emozioni altrui, sentirsi competenti in ciò che si ritiene importante. Aspetti quindi legati alla relazione con gli altri, ma anche alla valorizzazione delle capacità individuali. Più del 70% delle risposte dei ragazzi all'intervista fa riferimento alla costruzione di relazioni sociali soddisfacenti, alla capacità di risolvere situazioni problematiche, alla comunicazione efficace dei propri pensieri e stati d’animo.
Rilevanti anche i dati relativi al rapporto con la politica dei giovani ex stagisti rispetto ai loro coetanei emiliani: sono meno disgustati (16% contro 20%) e allo stesso tempo più informati (51% contro 48%). Si tratta in ogni caso di una partecipazione “a distanza”, che non si traduce in un impegno politico diretto: infatti solo il 5% degli ex stagisti si dichiara impegnato, contro un altrettanto esiguo 6% degli emiliani.
Dai dati è anche possibile affermare che i giovani modenesi intervistati manifestano livelli partecipativi molto più alti rispetto agli emiliani.
La distanza maggiore si riscontra nella frequenza di associazioni di volontariato, dove la quota di ex stagisti che dichiara di frequentare o di aver frequentato tali associazioni è doppia rispetto a quella degli intervistati nella regione. I giovani modenesi si mostrano poi attivi nelle associazioni sportive (il 68% contro il 50% dei giovani della regione), nei gruppi parrocchiali e nelle associazioni e nei movimenti religiosi (dove la partecipazione degli ex-stagisti è più del 10% rispetto a quella degli emiliani nel complesso).
Anche le organizzazioni di volontariato che hanno ospitato gli stage sono state coinvolte nella ricerca.
Dalle loro risposte emergono alcuni punti di forza e anche di debolezza del progetto su cui è possibile lavorare per migliorarlo ulteriormente. Fra i punti di forza la presenza di qualità dei ragazzi nelle 20 ore della durata dello stage, il suo valore informativo e formativo, l'organizzazione.
Quelli di debolezza registrati sono stati: la gestione impegnativa degli stage da parte delle associazioni di volontariato che richiede molta organizzazione e molto tempo; la conciliazione fra gli impegni e lo stile di vita dei ragazzi e le necessità dello stage all'interno delle associazioni; il numero limitato di ore, 20, che spesso impedisce ai ragazzi di comprendere in profondità la vita e le esigenze delle associazioni.

 

Scarica il report Giovani all'arrembaggio - dieci anni dopo

 

   

La persona con sclerosi multipla fra domiciliarità e territorio: indagine conoscitiva

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a cura di Michela Canali e Enzo Lazzaro

La malattia, o meglio lo stato di malessere non è estraneo alla vita.
Ognuno di noi sa cos'è un raffreddore o un mal di testa, ma ci si trova completamente impreparati di fronte alla definizione di una malattia cronica, inguaribile anche se non letale.
E lo siamo tutti se non mettiamo in campo strumenti e capacità in grado di offrire un quadro il più possibile chiaro e aderente alle realtà.
Sì, alle realtà perché se al centro non c'è l'oggetto ma il soggetto allora il "contesto" non può mancare e se vogliamo che queste realtà possano cambiare a favore, non possiamo prescindere da una attenta e puntuale rilevazione dei bisogni.

 

   

L'ABC per l'Amministratore di sostegno

copertina-amministratore_webUna guida pratica e legale per l’Amministratore di Sostegno. È disponibile “L’ABC per l’Amministratore di Sostegno”, un vademecum operativo per “sostenere” le attività degli amministratori di sostegno.

   

Guida: Costituire e gestire una associazione di volontariato

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Nel lavoro di affiancamento delle associazioni nel loro operare quotidiano svolto dai Centri di servizio per il volontariato, la consulenza legale e amministrativa riveste da sempre una grande importanza sia
nel momento della costituzione sia nel proseguo della vita associativa. Infatti è importante per le persone e i gruppi avere informazioni complete, un orientamento e un accompagnamento che permetta loro di valutare consapevolmente come agire e quale forma giuridica e progettuale dare alla proprie idee.
   

La ricerca e l'accoglienza dei volontari - Quaderno

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Un possibile stile di la voro e un metodo con il volontariato della provincia di Modena.

   

Piccoli mediatori crescono - Progetto

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Potremmo dire con una punta di orgoglio che l'attenzione dedicata dal CSV alla mediazione dei conflitti non è per nulla recente e nemmeno è frutto di mode passeggere; dal 1999, infatti, il progetto Reti di mediazione ha dato inizio ad una serie di riflessioni e di azioni che, coinvolgendo sia il mondo del volontariato che altri soggetti (scuole, enti locali ed altri) ha offerto al territorio modenese parecchie opportunità di formazione e di crescita utili per affrontare il conflitto con strumenti adeguati.
Oggi, a maggior ragione, viene confermato il valore di una strategia educativa, e preventiva, di buon livello culturale, sempre più interessante per fornire chiavi di lettura che non si limitino ai luoghi comuni o alle nonsoluzioni di cui sentiamo spesso parlare tramite i media.

   

Giovani e Volontariato - progetto

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Dieci anni di progetti tra scuola e volontariato. Documentazione dei Progetti promossi dalle associazioni e coordinati dal Centro di Servizio per il Volontariato nelle scuole della provincia di Modena dal 2000 al 2010. A cura di Carlo Stagnoli

   

Nonantola terra del dono - progetto

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Con questo quaderno, il gruppo di progetto Nonantola Terra del Dono intende raccontarsi e raccontare quanto realizzato tra il 2005 e la fine del 2008. ‘Raccontarsi’ perché le associazioni che aderiscono al progetto hanno elaborato un modo condiviso di prendere le decisioni e di parlare insieme fino a darsi un’organizzazione per portare avanti le decisioni prese. Il gruppo intende raccontare anche le attività svolte e come, attraverso tali iniziative, i volontari sono stati in grado di gettare un seme per costruire la cultura della solidarietà, insieme ai ragazzi delle delle scuole di Nonantola, della Partecipanza Agraria, del Comune e dell’Università di Bologna.

   

Insieme si può - Il volontariato modenese sotto la lente

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Ricerca sul volontariato modenese realizzata da Feo - Fivol e Centro di Servizio per il Volontariato di Modena. Dati relativi agli anni 2006-2007, pubblicata nel mese di novembre 2008.

 

   

Famiglie e Solidarietà

famiglie_solidarieta_copertDocumentazione del progetto "Famiglie e solidarietà - in cammino verso una comunità accogliente", anni 2006-2009. Distretto di Vignola
   

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